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Twitter, il social media scelto per raccontare la realtà

La piattaforma di micro blogging è la più utilizzata per raccontare ciò che accade in scenari

Nascita di un medium “temperato” ?

Sociologo di grande fama: Marshall McLuhan, afferma che ci sia una grande differenza tra media caldi e media freddi, quest’ultimi non coinvolgono sufficientemente il pubblico mentre i primi cercano di coinvolgere gli utenti colmando la distanza reale con informazioni e contenuti che possano stimolare gli interessi.
Azzardiamo a definirne uno che a metà tra i due, un medium “temperato”, TWITTER.
Esso appare infatti sintetico, con poco contenuto ma in realtà esaminandolo neanche troppo più a fondo si scopre un mondo di notizie, commenti, comunicazioni, richieste ed opinioni.

“Twitter. E’ ciò che sta accadendo”, “Cosa c’è di nuovo?” questo è il mood con il quale il marchio ed il social si rappresentano, un brand image che rimanda alla sua caratteristica principale, determinante e smart: l’immediatezza.
A differenza degli altri social, che comunque si sono subito adattati e sono entrati nel mercato del live, twitter si è subito prefissato l’obiettivo di essere reale, immediato e in diretta, sempre aggiornato. Inizialmente era definito il “social intelligente” che permetteva di creare reti importanti di news e segnalazione di avvenimenti senza fronzoli.
L’immediatezza è sottolineata dall’unica possibilità di comunicare attraverso 140 caratteri, bisogna essere chiari, brevi e concisi. Il tweet può decidere però di lasciare aperta la comunicazione attraverso gli #hashtag e di chiamare in causa un soggetto attraverso il simbolo @. Evidente è infatti anche la facilità con la quale si possa comunicare con ogni ente, personaggio o azienda attraverso alcuni caratteri e l’aggiunta di un tag.
Vi è, oltretutto, la possibilità di twittare immagini e video i diretta (attraverso #GoLive). Usare il verbo twittare un tweet dimostra come questo social si voglia differenziare dagli altri.
Muoversi su twitter, ed è chiaro da subito, è molto semplice, esiste un ranking di hashtag che ci permette di vedere i trend dei tweet e di analizzare quindi cosa sta facendo scalpore o quale notizia si sta spargendo nella popolazione e di identificarci in qualcosa che riteniamo far parte del nostro mondo.

Se il social viene utilizzato per commentare i #GoldenGlobe2017 di questo mese, viene usato anche con scopi diversi: è famoso il “diario” di Bana Alabed, 7 anni – Aleppo, Siria.
Storia di un bambina che racconta tramite tweet, con l’aiuto della madre,  la guerra che sta affliggendo la Siria, in tutta la sua interezza e realtà (alcuni suppongono che la bambina sia un fake, ma questo non cambierebbe comunque la situazione in quei paesi che è stata portata alla luce, ulteriormente, attraverso questi messaggi da 140 caratteri).

Questo particolare social risulta il più utilizzato per le notizie di avvenimenti come guerre o conflitti, situazioni raccontati non solo dai media stessi che potrebbero alterarne la veridicità o le sensazioni, ma da chi quelle guerre le vive realmente. Persone completamente disinteressate dal dare finte opinioni o constatazioni, che anzi rivendicano le loro verità. Questo articolo del Corriere della Sera riflette sull’idea di un racconto interno, vero e reale che i social rendono possibile “Se l’11 settembre ci fosse stato Twitter. La tecnologia che influenza la storia”.
Rappresenta una vera risorsa anche la differenza che può scaturire da un social veloce ed immediato: nel novembre 2015 durante la strage di Parigi le persone aprivano le proprie case e lo facevano tramite un tweet in cui all’interno veniva inserito l’hashtag : #porteouverte, ovvero, "porta aperta". Questo riparo, può aver salvato la vita a molte persone: un gesto, forse banale, forse semplice ma che è riuscito a fare la differenza, reso possibile da 140 caratteri.

Dopo l’attacco di Berlino oltretutto, il social ha cominciato a testare una nuova funzione di alert, attraverso notifiche push ci avverte sui breaking news (basate sui nostri interessi), questa potrebbe presentarsi però come forma a pagamento.Twitter potrebbe quindi rappresenterebbe la miglior agenzia stampa di “breaking news” mai vista al mondo.

Source:
Corriere della Sera
Bana Alabed
Marshall McLuhan

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