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Senza parole: quando il vocabolario non basta

I neologismi e gli esperimenti lessicali più curiosi del 2016

Se siete alla ricerca di una cartina al tornasole che misuri l’inesorabile scorrere del tempo, date un’occhiata tra le pagine del vostro vocabolario. È quello che ha pensato di fare l’artista e scrittore Jonathon Keats, che da oltre dieci anni raccoglie nella colonna mensile Jargon Watch di WIRED gli esperimenti lessicali più inusuali, termini divenuti presto di uso comune negli ambiti più disparati, dalla cultura alla scienza, dalla tecnologia alla sanità. Segni, questi, di quanto l’inventiva umana ci stia letteralmente lasciando senza parole, costringendoci a inventarne sempre di nuove, idea dopo idea, scoperta dopo scoperta.

Qui abbiamo raccolto i cinque neologismi (e i cinque concetti) più curiosi tra quelli raccolti da Keats nel 2016 . Buona lettura! 

bompeln
La parola, contrazione di boden (pavimento) e ampeln (semaforo), si riferisce ai nuovi segnali luminosi posti sul manto stradale, introdotti in Germania per quei pedoni che camminano messaggiando al cellulare.  

cannavaping
L’atto di somministrare marijuana a fini terapeutici con l’ausilio di una moderna sigaretta elettronica, metodo, secondo le ricerche, più salutare e dagli importanti benefici, “without getting people stoned”.   

HTTP 451
Un nuovo codice di errore che indica che una pagina web è stata bloccata da censura o da una notifica di rimozione. Un chiaro riferimento al romanzdi Ray Bradury Fahrenheit 451.

holoportation
Mai sognato di essere in due posti diversi contemporaneamente? L'holoportation fa al caso vostro, un nuovo tipo di tecnologia sviluppato da Microsoft che permette di catturare immagini in 3D di esseri umani e cose e riproporle in forma di ologramma in qualunque altro luogo. Un sistema futuristico che potrebbe cambiare radicalmente le modalità di comunicazione nella vita di ogni giorno.

social credit
Se avete visto Nosedive, tra gli episodi più distopici della serie tv britannica prodotta da Netflix Black Mirror , avete già un'idea di cosa possa essere il social credit system che il governo cinese metterà a punto entro il 2020: una classifica, basata su uno score numerico assegnato a ciascun cittadino secondo le sue abitudini di spesa, le sue attività sociali e la fedina penale, che permetterà di stabilire, ad esempio, a quali opportunità professionali potrà avere accesso o se sarà all'altezza (o meno) di affittare o acquistare una casa. Un po' troppo, forse?

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